22 febbraio 2012

Il rito delle ceneri


...dal messale romano

 

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Terminata l'omelia, il sacerdote benedice le ceneri:

Raccogliamoci, fratelli carissimi, in umile preghiera, davanti a Dio nostro Padre, perché faccia scendere su di noi la sua benedizione e accolga l'atto penitenziale che stiamo per compiere.

Tutti si raccolgono, per alcuni istanti, in preghiera silenziosa; e il sacerdote prosegue: 

O Dio, che hai pietà di chi si pente e doni la tua pace a chi si converte, accogli con paterna bontà la preghiera del tuo popolo e benedici questi tuoi figli, che riceveranno l'austero simbolo delle ceneri, perché, attraverso l'itinerario spirituale della Quaresima, giungano completamente rinnovati a celebrare la Pasqua del tuo Figlio, il Cristo nostro Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. 

Il Sacerdote asperge con l’acqua benedetta le ceneri mentre fedeli processionalmente, si presentano al celebrante, il quale impone a ciascuno le ceneri, dicendo:

Convertitevi, e credete al Vangelo.

ceneri,rito


Per l'omelia di oggi vedi:

http://primeomelie.myblog.it/archive/2012/02/22/penitenza...

 

21 febbraio 2012

Il nuovo portone di Quaglietta


...benedetto il portone della chiesa del Carmine a Quaglietta

 

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E’ stata una celebrazione semplice ma speciale quella di domenica 15 gennaio 2012 a Quaglietta,

In un clima molto raccolto e partecipato la comunità di Quaglietta ha accolto con grande riconoscenza la presenza di Mons. Francesco Alfano, Arcivescovo della Diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi, che prima della celebrazione della S. Messa, ha benedetto il nuovo portale della Chiesa S. Maria del Carmine, donato in memoria di Antonietta e Mario Iannone.

Il portale, bronzeo, rappresenta i quattro evangelisti, Matteo, Marco, Luca e Giovanni con i loro simboli, l’angelo, il leone, il bue e l’aquila. E'  opera della ditta Vittorio Villari srl di Fisciano (Sa).portone,evangelisti,simboli

I simboli associati ai Vangeli e agli evangelisti provengono da un passo del profeta Ezechiele e da un altro passo dell'Apocalisse:

«Quanto alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d'uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d'aquila» (Ez 1,10);

portone,evangelisti,simboli«In mezzo al trono e intorno al trono quattro animali pieni d'occhi davanti e di dietro. Il primo animale simile a un leone, il secondo animale simile a un vitello, il terzo animale con la faccia come d'uomo, il quarto animale simile a un'aquila che vola» (Ap 4,6-7).

Da notare che in Ezechiele ogni vivente ha quattro facce, ovvero tutte e quattro le fattezze, a differenza di quanto è riportato nell'Apocalisse.

Naturalmente in Ezechiele i quattro simboli non potevano indicare gli evangelisti. Ma anche nell'Apocalisse hanno un significato diverso: rappresentano presumibilmente i capi del popolo delle quattro regioni più importanti di Israele, ossia di tutto il popolo: il leone è simbolo del capo di Giudea, il vitello (es.: Osea 8,6) di quello di Samaria, l'uomo di quello di Perea, l'aquila di quello delle due Galilee, l'inferiore e la superiore ("le due ali dell'aquila"). Infatti i quattro animali dell'Apocalisse appartengono simbolicamente al "cielo", ossia al Sinedrio, che era l'organo supremo di governo, religioso ma anche politico, del popolo di Israele.portone,evangelisti,simboli

Il Padre della Chiesa San Girolamo, nel IV secolo, fu il primo ad associare in questo modo i quattro evangelisti ai quattro simboli, trovandoli adatti a rappresentarli:

 Matteo è raffigurato come uomo (o angelo: tutte le figure sono infatti alate). Il VangelodiMatteo è quello che mette più in risalto l'umanità del Cristo (il Figlio dell'Uomo, come viene spesso indicato). Il testo esordisce con la discendenza di Gesù e, in seguito, narra la sua infanzia, sottolineandone quindi il suo lato umano. Rappresenta l’incarnazione di Cristo.

Marco è raffigurato come leone. Nel Vangelo di Marco viene maggiormente indicata la regalità, la forza, la maestà del Cristo: in particolare i numerosi miracoli accentuano l'aspetto secondo cui Cristo vince il male. Inoltre è proprio questo Vangelo che narra della voce di SanGiovanniBattista che, nel deserto, si eleva simile a un ruggito (di un leone, appunto), preannunciando agli uomini la venuta del Cristo. Rappresenta la resurrezione di Cristo.

Luca è raffigurato come bue ovvero come un vitello, simbolo di tenerezza, dolcezza e mansuetudine, caratteri distintivi di questo Vangelo per descrizione e teologia. Rappresenta il sacrificio supremo di Cristo.

portone,evangelisti,simboliGiovanni è raffigurato come un'aquila. Il suo Vangelo infatti ha una visione maggiormente teologica, e quindi è quello che ha la vista più acuta. L'aquila è quello che vola più in alto di tutti gli esseri e che, unico fra tutti, può vedere il sole con gli occhi senza accecarsi, ossia vedere verso i cieli e verso l'Assoluto, verso Dio.  Rappresenta l’ascensione di Cristo.

È facile vedere nelle chiese, sui Lezionari, sui leggii o nelle decorazioni di amboni, pulpiti ed altari, la riproduzione dei quattro animali simboli degli evangelisti: è una tradizione antica che vuole sottolineare la fede cristiana nell'unico "Vangelo quadriforme". Nonostante sia opera di quattro autori diversi, autore principale del Vangelo è Gesù stesso, protagonista della storia della salvezza, mandato da Dio Padre a rivelare agli uomini il nuovo messaggio dell'amore.

 

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Ed è proprio in nome di quell’amore universale che la comunità di Quaglietta ha accolto questo dono.

Catia 

11 febbraio 2012

La tua fede


V domenica del Tempo Ordinario

Gesù guarisce un lebbroso

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Il vangelo di questa domenica parla di un lebbroso che chiede a Gesù di essere guarito dal suo male. La sua richiesta è fatta con fede e viene esaudito.

Gesù è venuto sulla terra per guarire ogni genere di infermità, anche quella fisica. Il suo obiettivo è riportarci alla dimensione originaria del paradiso, dove non esistono il peccato e la morte.

Per questo, la lebbra,oltre ad essere una grave malattia fisica, è anche simbolo del peccato che deturpa la nostra anima e la strazia. Gesù proprio lì può intervenire: nel cuore dell'uomo. Per eliminare il peccato e donare la forza per affrontare le aversità della vita, in particolare le malattie.

L'adorazione mensile di questo mese l'abbiamo, appunto, dedicata all'ammalato. Anche per ricordare la giornata mondiale del malato che si celebra oggi, 11 febbraio, nella memoria della prima apparizione di Lourdes, dove molti infermi trovano rifugio.

Abbiamo, così ricordato tutte quelle persone che necessitano della nostra preghiera e quelle a cui occorre il nostro sostegno, fisico e morale.